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Cambio vita, mi trasferisco all’Elba

Isola Elba

Sono trascorsi 7 anni e mezzo da quando ho abbandonato di nuovo il Mare della Sicilia, in cui ero tornato a immergermi da poco più di due anni.

Mi ero ripromesso, quando ho salutato il mio Mare, che avrei “ibernato” la mia vita in attesa del ritorno: qualche anno di sacrificio in nome di una stabilità economica per dare forma a una situazione che mi permettesse di trascorrere sott’acqua più tempo possibile.

Sognavo una finestra su un moletto, il gommone ormeggiato da poter controllare a vista e abbastanza tempo libero per vivere l’alternarsi delle stagioni da sotto la superficie.

Purtroppo o per fortuna, i sogni non sono mai realizzabili alla lettera!

Le promesse fatte a me stesso di rimanere incorruttibile davanti allo spettro del “sogno padano” hanno poi lasciato spazio a diverse possibilità di superamento di alcune mie rigidità: da una serie di relazioni e contatti che mi hanno permesso di dar vita al progetto Sprivèri e gli arbalétes finora presentati in piena Pianura Padana, alla cosa più importante di tutte, che è stata la creazione, insieme alla mia compagna, di una incredibile famiglia.

Non più solo, abbiamo dovuto quindi riformulare insieme il piano di attacco per una vita di mare, decidendo di puntare verso l’Isola d’Elba!

Devo ammettere che non avrei mai immaginato di abitare su un’isola mediterranea tanto a Nord, abituato da sempre a un clima caldo e molto secco. Si vede che l’umidità della bassa padana mi ha segnato in qualche modo!

Inoltre, la prima volta che sono approdato a Portoferraio, a inizio novembre del 2019 in occasione del recentissimo trasferimento di Andrea Vaccari, ricordo di aver provato sensazioni molto contrastanti sul posto.

Tuttavia, tornato successivamente più volte a inizio e fine estate, l’isola ha iniziato a convincermi, nonostante le sue contraddizioni, complice qualche bella pescata.

In realtà, dal punto di vista venatorio subacqueo, negli ultimi anni pare essere divenuta una meta meno interessante di un tempo o di altre isole, seguendo un po’ quello che è l’andamento catastrofico degli ecosistemi del Mediterraneo.

– I grossi dentici elbani, di cui leggevo e sentivo parlare sin da ragazzino, sono sempre meno e sempre più abissali.

– Gli stock di ricciole ormai sono stati irrimediabilmente (se continuiamo così!) decimati dalla pesca professionale e industriale.

– Rimane come dato positivo apprezzabile un aumento della cernia bruna che, tuttavia, difficilmente si trova di pezzature interessati sopra i 30 metri di profondità.

Come scrivevo sopra però, non è un trasferimento prettamente di pesca e difatti l’isola offre molti vantaggi (alcuni soggettivi) per quanto riguarda la qualità della vita e soprattutto la qualità dell’infanzia che si può offrire a dei bambini piccoli.

Crescere in un posto in cui si possa interagire attivamente e quotidianamente con elementi naturali importanti come il Mare o il bosco, arricchisce l’infanzia di un bambino di esperienze vere e sane indubbiamente più della monotonia della pianura e di passatempi artificiali in fantasmagoriche periferie residenziali.

A queste considerazioni si aggiunge comunque una discreta quantità e qualità di servizi per bambini e ragazzi, nonostante il limite logistico di trovarsi su un’isola.

Insomma, non vi voglio mica convincere a trasferirvi qui, che c’è già abbastanza concorrenza in acqua!

Per chi mi cerca, per assistenza agli amici che usano i miei arbalétes, per pescare insieme o per qualunque altra cosa, mi trovate all’Isola d’Elba, sicuramente per un bel po’…

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