Nell’ultimo anno, qui all’Elba, ho avuto modo di far provare i miei arbalète a diversi pescatori, raccogliendo impressioni, sensazioni e soprattutto emozioni.
Tra tutte, una delle ultime prove in particolare mi ha dato lo spunto per scrivere queste righe.
Un pescatore abituato al bassofondo (spesso bassissimo!), con una buona esperienza del mare, ma che non aveva mai avuto tra le mani un fucile da pesca in legno. Nessuna abitudine, nessun riferimento precedente, nessun condizionamento legato a questo tipo di arma.
Gli ho affidato il BroadWing, è andato a pescare e, nella sua prima uscita, ha effettuato tre tiri.
Tre tiri, tre pesci.
Ma il risultato più interessante non è stato soltanto il numero delle catture, ma la sua reazione: era contento e allo stesso tempo incredulo per la naturalezza con cui aveva trovato immediatamente il feeling con il fucile.
L’arbalète deve seguire il pescatore, non viceversa
Esperienze come questa sono gli stimoli che mi hanno tenuto fedele a una ricerca continua: migliorare, attraverso il design, il funzionamento di modelli semplici e minimali.
Il pescatore non deve diventare qualcun altro per utilizzare uno strumento evoluto. Il vero valore di un progetto è riuscire a migliorare ciò che il pescatore dovrebbe già possedere: il proprio istinto.
La pesca in apnea nasce da gesti semplici e profondi: osservare il mare, interpretare il comportamento del pesce, scegliere il momento giusto e affidarsi alla propria sensibilità.
La tecnica e la progettazione non devono sostituire tutto questo, ma amplificarlo.
Un buon fucile non insegna al pescatore come pescare. Gli permette di esprimere meglio ciò che già dovrebbe saper fare: leggere il mare, interpretare il momento e affidarsi al proprio istinto.
Due filosofie diverse: BroadWing e LongWing
Nel mondo della pesca in apnea esistono fucili dalle prestazioni straordinarie, progettati per raggiungere livelli elevati di precisione e potenza. Sono strumenti capaci di regalare grandi soddisfazioni, ma che richiedono anche un rapporto personale con il pescatore.
Il LongWing nasce proprio con questa filosofia.
Con il suo fusto da 115 cm, è un arbalète pensato per chi cerca prestazioni elevate e una maggiore gittata. La sua caratteristica principale è l’incredibile rapporto tra leggerezza e potenza: un equilibrio che permette di ottenere prestazioni balistiche importanti mantenendo una grande agilità.
Ma proprio questa sua natura lo rende uno strumento estremamente raffinato.
Un arbalète così leggero e potente richiede sensibilità e tempo per essere conosciuto fino in fondo. Non perché sia difficile da utilizzare, ma perché la sua reattività e le sue prestazioni elevate permettono di raggiungere livelli molto alti quando si crea il giusto feeling.
Il pescatore deve imparare a percepirne la velocità, la risposta e il modo in cui accompagna il tiro.
Quando questo rapporto si crea, il LongWing diventa uno strumento straordinario nelle mani di chi riesce a interpretarlo.
Il BroadWing nasce invece da una ricerca diversa.
La semplicità: risultato di una ricerca
L’obiettivo era creare un arbalète capace di offrire grandi prestazioni, ma con una naturalezza di utilizzo immediata.
Il BroadWing è un fucile che mette subito il pescatore a proprio agio. La sensazione è quella di avere tra le mani uno strumento già conosciuto, capace di accompagnare il gesto senza richiedere un lungo periodo di adattamento.
Il suo equilibrio, il brandeggio intuitivo e la gestione semplice permettono di concentrarsi sull’aspetto più importante: la pesca.
La semplicità, però, non significa banalità.
Al contrario, raggiungere una sensazione di naturalezza immediata è spesso il risultato di una grande ricerca progettuale.
Togliere ciò che è superfluo, eliminare ciò che crea distanza tra il pescatore e lo strumento, lasciare spazio al gesto naturale: questa è la vera difficoltà.
Dal pesce bianco ai grandi incontri
Con il suo fusto da 105 cm, il BroadWing, rappresenta una misura capace di affrontare moltissime situazioni di pesca: dalle uscite quotidiane alla ricerca del pesce bianco, fino agli incontri più impegnativi con prede importanti.
La sua forza è l’equilibrio.

È abbastanza potente per affrontare anche grandi prede, ma allo stesso tempo sufficientemente agile e intuitivo per essere utilizzato nella pesca di tutti i giorni.
Un fucile versatile non deve eccellere soltanto in una situazione specifica: deve essere un compagno affidabile, capace di adattarsi alle diverse condizioni che il mare propone.
Il BroadWing nasce con questa idea: offrire al pescatore un arbalète pronto a rispondere in molte situazioni diverse, dalle catture quotidiane agli incontri più emozionanti.
Due caratteri, due esigenze
Il confronto con il LongWing non deve essere visto come una competizione.
Sono due fucili diversi, nati da due interpretazioni differenti dello stesso modo di concepire uno strumento da pesca.
Il LongWing rappresenta la ricerca della massima leggerezza e della massima prestazione. La sua maggiore lunghezza e la sua capacità balistica lo rendono ideale per chi ricerca una maggiore gittata e vuole costruire un rapporto profondo con il proprio arbalète.
Il BroadWing, con il suo fusto da 105 cm, sceglie invece una strada più universale.
Sacrifica qualcosa in termini di portata massima rispetto al fratello maggiore, ma offre una gestione più immediata, un brandeggio più intuitivo e una grande capacità di adattamento.
Dove il LongWing premia il pescatore che riesce a trovare il feeling perfetto con uno strumento estremamente performante, il BroadWing cerca di offrire fin da subito quella naturalezza che permette al pescatore di esprimersi al meglio.
La filosofia del BroadWing
Progettare un arbalète potente è una sfida tecnica.
Progettare un arbalète potente che riesca a essere naturale nelle mani di moltissimi pescatori è una sfida ancora più grande.
Il BroadWing nasce proprio da questa ricerca: creare uno strumento capace di accompagnare il pescatore nelle uscite quotidiane così come negli incontri più emozionanti.
Non è il fucile con la gittata più estrema.
Non vuole esserlo.
È un arbalète che cerca il punto d’incontro tra progetto e istinto, tra prestazione e naturalezza.
Perché la vera evoluzione non è allontanarsi dal gesto semplice e antico della pesca in apnea.
È riuscire a renderlo più efficace.